Macula

Andreani (Macula): «a Passaggi per dimostrare che la felicità possibile è apertura all’altro»

MACULA sarà presente a Passaggi 2016 con Il ritratto possibile, laboratorio di camera oscura, foto-collage e installazione collettiva per tutte le età

Può descriverci brevemente l’attività della sua associazione?

MACULA – Centro Internazionale di Cultura Fotografica è un’associazione nata a Pesaro nel febbraio 2010 dall’idea di alcuni giovani ricercatori pesaresi e promuove la fotografia attraverso una serie di attività che vanno dall’organizzazione di corsi, workshop e laboratori didattici alla realizzazione di eventi che coinvolgono le scuole e il territorio (progetti Autobiografia di una città, Vorrei che fosse, Foto_Insight), dal recupero e la catalogazione di archivi fotografici (Storie dalla soffitta) alla cura di una stagione espositiva che vede giovani fotografi marchigiani alternarsi ad autori di caratura internazionale, ospitati nelle prestigiose sale dello Scalone Vanvitelliano. MACULA, sostenuta dal Comune di Pesaro e dalla Regione Marche, ha inoltre attivato una vasta rete di collaborazioni con gallerie ed enti pubblici e privati (Popsophia, Perugia Social Photo Fest, Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, Rossini Opera Festival, Ortopolis_Arti in rete, mc2 gallery, HangartFest, Sponge Arte Contemporanea ecc.).

Cosa proporrà l’associazione, in occasione della quarta edizione di Passaggi, e perché? Quali sono gli obbiettivi che intende perseguire?

Il progetto proposto da Macula consiste in due laboratori e un’installazione collettiva di restituzione e ha per tema il ritratto dell’altro. Sullo sfondo delle tensioni che stanno segnando l’attualità, la “felicità possibile” viene interpretata come apertura all’altro. I partecipanti sono invitati a rappresentare in maniera creativa l’identità e la storia di una persona che non conoscono. Come? In una prima fase realizzano il proprio “facciogramma” (la sagoma stilizzata in b/n del proprio profilo ottenuta appoggiando il volto alla carta sensibile) in camera oscura. Quindi procedono alla realizzazione di un fotocollage a partire dal “facciogramma” di uno sconosciuto (io e l’altro), di cui attraverso ritagli di giornale e parole si immagina liberamente una possibile identità. I fotocollage prodotti vengono fotografati per essere proiettati sulle pareti del cortile interno, quindi installati definitivamente in piazza all’interno di un totem / mosaico, dove ognuno potrà ritrovare il proprio “facciogramma” così come è stato interpretato ‘dall’altro’. Un work in progress che si sviluppa attraverso la partecipazione di una comunità a un progetto collettivo (io e gli altri).

Cosa ne pensa della nuova edizione di Passaggi Festival, completamente ridisegnata? Non solo verrà dato maggiore spazio alle attività rivolte ai bambini, ma i laboratori saranno distribuiti per tutta la città: dalla spiaggia del Lido alla Piazza, dalla spiaggia di Sassonia alla Memo.

Questo è il primo anno che Macula partecipa a Passaggi Festival. Siamo rimasti molto colpiti dalla passione e dalla disponibilità degli organizzatori, così come dallo spessore della manifestazione, in grado di portare al grande pubblico i temi dell’attualità attraverso i protagonisti del mondo del giornalismo e della cultura italiana, con una fondamentale attenzione alle nuove generazioni. Ci pare che la sfida – non facile – sia stata vinta, come dimostrano la partecipazione del pubblico e il fatto che quest’anno il Festival si sia allargato, aprendosi ad un maggior numero di eventi e coinvolgendo nuovi spazi della città. Si tratta di un segnale molto importante per il nostro territorio e ci auguriamo che Passaggi possa continuare a crescere, col sostegno delle istituzioni pubbliche, dei privati e del mondo delle associazioni.

Per iscriversi al laboratorio organizzato da Macula, ecco il link.

Intervista di Sara Gabbianelli 

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