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Il sindaco Seri su Passaggi: “Un’acropoli per discutere di Europa, migrazioni, futuro dei giovani e della felicità possibile”

Il sindaco: Passaggi, l’acropoli della città

Sindaco Massimo Seri, fin dal suo insediamento, lei ha creduto nel Passaggi Festival, unico Festival della Saggistica in Italia. Perché pensa che sia importante per la città di Fano?
Credo che sia importante per Fano, non solo però per la nostra città, ma per un panorama di utenti molto più vasto. Passaggi Festival, proprio perché unico in Italia, ha l’aspirazione di diventare un appuntamento utile alla riflessione sulle molte questioni che agitano la nostra società: la rincorsa a un rilancio produttivo che ancora non si cementa, un’Europa cieca nei suoi tecnicismi finanziari e politici, la tragedia delle migrazioni, le generazioni di giovani e adulti/giovani incapaci di trovare una via o di scegliere una strada, la tendenza dissolutrice di una cultura occidentale che stenta a indicare nuovi modelli; questo per citare alcuni esempi. Ecco, direi che Passaggi Festival può rappresentare benissimo un’acropoli dove poter discutere, tutti insieme, problemi e tendenze della nostra società italiana.

 

Quest’anno il Festival debutta in Piazza XX Settembre. Contento?
La scelta di trovare nuovi spazi è direttamente proporzionale alla aspettative degli organizzatori che hanno visto crescere in poche edizioni l’interesse e le presenze da parte di un pubblico proveniente da ogni parte d’Italia. Come Amministrazione comunale siamo ben felici di agevolare questa crescita.

 

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Passaggi e La Città delle Bambine e dei Bambini: tra le novità del programma di questa edizione l’attenzione del Festival per i più piccoli. Pensa sia una scelta giusta?
Quest’anno abbiamo voluto dare un risalto particolare al traguardo dei 25 anni della nascita di “Fano città dei bambini” con la partecipazione della Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini. Penso che l’idea lanciata 25 anni fa da Fano è ancora valida, anche alla luce delle trasformazioni epocali che stiamo vivendo in questo inizio di nuovo millennio. Tornare, quindi, a discutere in un consesso autorevole come Passaggi Festival, di questi temi mi sembra fruttuoso per ampliare la sfera della conoscenza all’opinione pubblica.

 

Turismo culturale: Passaggi Festival è un tassello significativo di una opportunità, anche economica, su cui lei come sindaco crede molto. Quale potrebbe essere il valore aggiunto per Fano?
Innanzitutto il valore è in termini culturali per l’accrescimento che porta una manifestazione di questo calibro, grazie alla presenza di numerosi scrittori, critici, esperti e politici. È chiaro che un evento di questa portata, che si attua con il contributo significativo anche di sponsor nazionali, crea un impatto di natura economica sul sistema locale. Non possiamo che esserne contenti.

 

Si parla di turismo e culturale come locomotive del Paese. Vale anche per Fano? Quale politiche state mettendo in atto per il loro sviluppo?
Fano è una città che ha mille risorse sul piano culturale, storico, artistico. Basti pensare alla romanità e all’architetto Vitruvio Pollione o alla signoria del Malatesta. O alla tradizione del carnevale. C’è dunque la necessità di sfruttarle dal punto di vista anche turistico ed economico, ma per far questo occorre partire da un quadro organico di scelte e di priorità sulle quali puntare e compiere quegli investimenti che poi possono portarci un ritorno in termini di presenze turistiche già in crescita.

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