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Come il Governo Renzi ha trasformato la politica italiana: “Cambiando l’Italia” di Graziano Delrio

Nella splendida cornice del Chiostro delle Benedettine, alle ore 17.30 Passaggi Festival ha dato il benvenuto a Graziano Delrio, attuale Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per la presentazione del suo libro Cambiando l’Italia (Marsilio editore). Hanno preso parte all’incontro moderato dal giornalista del Corriere della Sera Lorenzo Salvia, anche Stefano Marchegiani e Antonello Delle Noci, amministratori comunali di Fano e Pesaro.


In apertura, Delrio elenca le difficoltà incontrate nella sua attività di ministro, che sembra essersi rivelata ben più difficile di quanto si aspettasse. Tanto il lavoro da fare ma tante anche le urgenze di quest’anno, dal crollo dei viadotti alle emergenze incendi. «Il politico deve saper analizzare realtà, interloquire con gli altri esponenti e interagire con i cittadini». Così il Ministro sottolinea la necessità di uno stretto rapporto di fiducia che non può che fondarsi sul rispetto delle aspettative dei cittadini e sulla coerenza con le intenzioni espresse dai partiti. «Quando la democrazia non decide, aumenta la sfiducia», afferma Delrio. Indispensabile, quindi, discutere e assumersi la responsabilità delle decisioni prese, ma soprattutto concretizzarle. In Cambiando l’Italia, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ripercorre infatti le recenti trasformazioni della politica italiana, soffermandosi sugli interventi che il governo Renzi ha avviato negli ambiti lavoro, scuola e istituzioni.

Quando la democrazia non decide, aumenta la sfiducia

La copertina del libro edito da Marsilio e scritto dal Ministro Delrio

La copertina del libro edito da Marsilio e scritto dal Ministro Delrio

«È nei luoghi pubblici che si concretizza l’uguaglianza costituzionale», sostiene Delrio. Ecco perché la priorità è senz’altro la riforma della scuola, per la quale il ministro si affida al Parlamento, auspicando una maggiore autonomia scolastica e ribadendo l’impegno del Governo: «Investiremo 3 miliardi l’anno in formazione degli insegnanti, premi produzione, riduzione precariato». Successivamente, la conversazione si è spostata su un altro dei temi caldi di Cambiando l’Italia: la corruzione, in primis. Da combattere con norme semplici e trasparenti. A tal proposito Delrio sottolinea come, a fronte del calo di 20 miliardi di opere pubbliche, della perdita di posti di lavoro e della diminuzione del PIL, nell’ultimo anno il governo Renzi abbia aumentato i bandi pubblici e ripristinato, quindi, alcuni posti di lavoro. Questo è infatti lo strumento essenziale della lotta alla povertà, non solo economica. «Il lavoro non è lo stipendio: il lavoro è vita, il lavoro è tutto», sintetizza il Ministro.

Il lavoro non è lo stipendio: il lavoro è vita, il lavoro è tutto

Fondamentale in questo senso sarà, tuttavia, la stabilità del PD, essenziale per quella del governo, all’interno del quale nessuna altra forza, secondo Delrio, può prendere in mano le redini dell’Italia. L’intervento degli amministratori comunali di Pesaro e Fano ci riporta alla realtà locale, con Antonello Delle Noci che si chiede perché un comune prestigioso come quello di Pesaro non possa spendere in opere che i cittadini si aspettano, a causa del patto di stabilità. Stefano Marchegiani, da Fano, si sofferma invece su quanto è stato fatto per rendere le regioni istituzioni percepite dai cittadini come più vicina alle loro esigenze. Grande l’entusiasmo del pubblico sulle parole spese a proposito della Fano-Grosseto, che non solo verrà certamente realizzata, ma, assicura Marchegiani, «Consentirà la rilettura del territorio agli occhi degli stranieri e darà una grande mano alle Marche del Sud».

La Fano-Grosseto? Consentirà la rilettura del territorio agli occhi degli stranieri e darà una grande mano alle Marche del Sud

In chiusura, Delrio riprende parola per ribadire la necessità di una maggiore partecipazione al voto da parte di cittadini, la cui consapevolezza è la vera prova delle capacità dell’amministrazione. “Il federalismo funziona quando è chiaro chi fa che cosa. Il cittadino deve poter intervenire su ciò che non funziona” conclude Delrio, sottolineando la necessità di un orgoglio non solo campanilista, ma nazionale, simile a quello americano. Proprio i cittadini devono infatti essere il centro dell’operato di ogni istituzione, al di là di qualsiasi colore politico. «La politica ha senso solo se ti occupi di chi ha bisogno. Chi ha le risorse economiche se ne frega della politica». Ottimista, quindi la posizione del Ministro, che abbraccia e lascia il posto a Fausto Bertinotti con una previsione ottimistica sul prossimo futuro dell’Italia. «Siamo fuori dalla traiettoria dell’iceberg. La rotta è giusta».

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