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Bertinotti a Fano per il Passaggi Festival: «Non siamo più una Repubblica fondata sul lavoro»

Fausto Bertinotti interviene venerdì 19 giugno al Passaggi Festival per conversare con la giornalista Alessandra Longo intorno al suo ultimo libro, Colpita al cuore (Castelvecchi). 


Al Jobs Act e alle altre riforme sul lavoro c’è chi dice sì, insistendo sull’ineluttabilità di tagli e manovre. Ma c’è chi continua a dire no, in difesa dei valori costituenti della sinistra italiana. Fausto Bertinotti è uno di questi e lo afferma chiaramente al Passaggi Festival di Fano presentando il suo ultimo libro Colpita al cuore. Ma a chi si riferisce l’ex segretario di Rifondazione Comunista? All’Italia, innanzitutto. E alla nostra Costituzione, ferita nel primo dei suoi articoli: «La Repubblica italiana non è più fondata sul lavoro, ma sul mercato e sulla finanza. Più si tende ad amplificare le disuguaglianze, meno è possibile definirla una repubblica democratica».

La Repubblica italiana non è più fondata sul lavoro, ma sul mercato e sulla finanza. Più si tende ad amplificare le disuguaglianze, meno è possibile definirla una repubblica democratica

Bertinotti e Delrio (da Instagram)

Bertinotti e Delrio  a Passaggi (da Instagram)

Il potere della Banca Centrale – Proviamo a seguire il ragionamento di Bertinotti. Se non ci ritroviamo più all’interno di una democrazia, con quali termini è possibile definire il nostro sistema? Democratura? Società post-democratica? «Il voto è stato esautorato del proprio potere. Dovremmo poter esprimere la preferenza per un programma politico, ma alle urne possiamo indicare solo chi vogliamo al governo. Adesso, che siamo in balia del mercato, non ci è rimasto neanche quello. C’è qualcuno che può decidere il Direttore della banca centrale?», riflette l’ex segretario del PRC. «Ci ritroviamo all’interno di un’oligarchia. Dobbiamo rimpossessarci del lavoro affinché la sovranità del paese torni al popolo. Se si lascia la ricchezza nelle mani di pochi, la democrazia sarà solo apparente».

Il rovesciamento del conflitto di classe – «Le riforme di una volta servivano a conquistare qualcosa, oggi invece sono sempre i lavoratori a rimetterci . Nel nostro paese quasi un giovane su due è senza lavoro, mentre il dato generale sulla disoccupazione si aggira intorno al 12% – continua Fausto Bertinotti – I governi attuano decreti per agevolare le aziende e per rispettare i parametri del deficit e del debito imposti dal patto di bilancio europeo. Perché non c’è scritto che non si può superare la disoccupazione? Semplice, perché il debito è legato alla moneta mentre la disoccupazione solo alla condizione delle persone».

Quel mondo a cui io appartengo e appartenevo è finito. Se si vuole fare rinascere la sinistra in Italia occorre creare qualcosa di nuovo. Come Syriza e Podemos

La Sinistra italiana? Da rifondare – Bertinotti, insieme alla giornalista Alessandra Longo, ricorda i tempi in cui le maggiori conquiste in Italia sono state ottenute quando la sinistra è stata all’opposizione, «perché a determinare i rapporti di forza sociale non sono solo dei buoni rappresentanti in parlamento». Ma avverte: «Quel mondo a cui io appartengo e appartenevo è finito. Se si vuole fare rinascere la sinistra in Italia occorre creare qualcosa di nuovo. Come Syriza e Podemos».

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