Prima classificata Photo contest Tempo senza epoca

Photocontest: i vincitori di un “Tempo senza epoca”

Delle 220 foto che i partecipanti al concorso ‘Tempo senza epoca’, lanciato sul web dall’Associazione Passaggi Cultura, in mediapartnership con il portale d’informazione online Giornalettismo, e ispirato al tema scelto quest’anno dal festival per la sua terza edizione, molte sono apparse meritevoli di essere premiate alla giuria, composta da Valentina Spotti, redattrice di Giornalettismo, Marcello Sparaventi, direttore di Centrale Fotografia, e Carolina Iacucci, responsabile della redazione web di Passaggi.

Gran parte degli scatti, infatti, rivelano sapienza tecnica e originalità dello sguardo. La scelta dei quattro vincitori è stata determinata, oltre che dall’aderenza al tema proposto, da un criterio di sintesi tra qualità estetica e potenza comunicativa.
Il terzo premio va a Sara Botte, autrice di uno scatto che testimonia l’intervento della Marina Militare in occasione di uno sbarco di migranti a Salerno, per la prospettiva inedita e priva di retorica con cui ha documentato un tema – quello della migrazione e della sua dimensione umana – insieme universale e attuale.

Terzo premio ex aequo per la fanese Sara Imbesi, che ha interpretato il tema del contest con un accento di particolare tenerezza, utilizzando un bianco e nero elegante e atemporale per ritrarre una coppia di anziani colti di spalle mentre si tengono per mano.

Il secondo premio va ad Alessandro Rocchi, grazie alla sua rappresentazione di tre bagnanti, due donne adulte e un ragazzino, appoggiati a una barca arenata su una spiaggia cretese, per la straordinaria qualità tecnica dello scatto e per la sua raffinatezza sottilmente evocativa.

Il primo premio va, infine, a Marina Crotti, che ha realizzato uno scatto che coglie due donne con il capo coperto di fronte alla poesia di un tramonto a Dubai, per la potenza narrativa del dialogo silente intessuto tra persone e paesaggio. Tre delle quattro foto premiate, inoltre, non a caso sono accomunate dall’elemento del mare, presente o solo intuito, raccontato in modo ora emotivo, ora stilizzato, ora documentaristico.

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